HyperMarketing

Il progetto

All’interno delle e-mail che avvisano la pubblicazione sul web di una fattura o di altri documenti contrattuali e fiscali, sono inseriti dei link a landing page che hanno una valenza marketing. I messaggi sono personalizzati sul tipo di customer: engaged customer e lapsed customer….

Anno: 2013
Azienda: N/D*
Localizzazione: Milano
Dipendenti: Branch di circa 300 dipendenti appartenente a un grosso gruppo automobilistico internazionale con un fatturato superiore a 1.2 mld di Euro

HyperMarketing

All’interno delle e-mail che avvisano la pubblicazione sul web di una fattura o di altri documenti contrattuali e fiscali, sono inseriti dei link a landing page che hanno una valenza marketing. I messaggi sono personalizzati sul tipo di customer: engaged customer e lapsed customer….

Esigenza:

La società intendeva conoscere l’evoluzione dei gusti e delle necessità dei propri clienti al fine di fare offerte personalizzate e mantenere alta l’engagement verso il brand della società.
Era necessario rivolgersi a loro con una certa frequenza senza essere troppo generici e senza essere troppo invasivi ma riuscendo a fare offerte che saranno ben accolte dai clienti perché vicine ai loro gusti e alle loro necessità.



Soluzione:

Si è scelto di usare l’evento dell’invio della fattura periodica al cliente nei casi di rateazione, che era appunto il core business dell’azienda. Mentre una copia della fattura era inviata via e-mail (o l’avviso della disponibilità della fattura sul web) all’ufficio ammnistrativo del cliente, un avviso al titolare (conducente) dell’auto veniva inoltrato via e-mail.

In questa seconda e-mail al “conducente” si fornivano informazioni sui nuovi modelli nella fascia che si sarebbe presunto avrebbe potuto essere il successivo acquisto.

La e-mail aveva diversi link a diverse pagine in ognuna delle quali si offrivano informazioni che cercavano di identificare il cambiamento dei gusti e delle necessità (famiglia aumentata, famiglia ridotta, cambio di lavoro, cambio di destinazione dell’uso dell’auto etc.) che permettevano nella successiva e-mail di essere più “vicini” e comprensivi verso le esigenze meglio individuare dell’utente finale.

Particolare attenzione era dedicata al livello di engagement del cliente finale. In base alla sua reattività era possibile individuare i segni di malcontento, di noia o la sua predisposizione a “evangelizzare” il prodotto verso il suo ambiente.

In funzione del tipo di livello di coinvolgimento era possibile modificare il processo dell’invio delle e-mail tramite un sistema di marketing automation che poteva agire anche verso in social.



Befefici e vantaggi:

Si sono ridotti del 18% l’abbandono del marchio al successivo acquisto. Si sono individuati casi di modifica dell’atteggiamento del cliente da “Lapsed Customer” (cliente annoiato) a “Engaged Customer” del 34%.

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